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Stangata Imu…e gli anziani (S)vendono casa

24 Maggio 2012
Investireoggi.it 22-05-2012, ore 15:48

Tra le prime conseguenze dell’Imu, ormai prossima al suo debutto, una delle più evidenti sul mercato immobiliare è la tendenza alla vendita della nuda proprietà. I primi mesi del 2012 hanno visto un incremento pari al 10% degli annunci immobiliari di questo tipo. Questi ultimi in pratica rinunciano al diritto di piena proprietà mantenendo solo quello reale di godimento sul bene vita natural durante: nella maggior parte dei casi la formula è quella dell’usufrutto.
Questi i dati che emergono dalla ricerca condotta dalla Spi (il sindacato dei pensionati facente capo alla Cgil).
A scegliere questa strada sono soprattutto anziani (circa 80 mila gli over 65), spinti anche dal taglio alle pensioni a rinunciare ad un bene immobile in nome di una maggiore liquidità necessaria a compensare la riduzione del potere di acquisto. Spesso inoltre la (s)vendita nasce dal desiderio di aiutare figli o nipoti alle prese con la disoccupazione. Eppure questa tendenza rischia di ricadere proprio sulle generazioni future, che difficilmente avranno la possibilità di risparmiare e investire come hanno fatto quelle precedenti e che in questo modo vengono private di una sicurezza economica come quella offerta dal mattone.
E del resto che i venditori siano soprattutto anziani non stupisce: in primis perché in Italia l’80% dei proprietari immobiliari ha più di 65 anni e in secondo luogo perché chi acquista una nuda proprietà valuta anche l’età dell’altra parte per poter approssimativamente stimare il momento in cui potrà effettivamente godere del bene.
Questa tendenza, che accomuna tutta l’Italia da nord a sud, è prevedibilmente più evidente nelle grandi città, dove il rapporto tra prezzi e potere d’acquisto è più penalizzante e dove peraltro un immobile rappresenta un patrimonio sul quale investire in modo vantaggioso. Il primato di vendite di nude proprietà non a caso spetta al Lazio, con oltre il 40%. Solo nella città di Roma si concentra il 36% di questi annunci (nella capitale si è passati da un media di 2.300 vendite nel 2008 fino alle 8.700 nel 2011). Nella classifica seguono la Lombardia con il 14%, la Toscana con il 12%, la Liguria con l’11%, il Piemonte con il 9% e Emilia-Romagna con il 5%.
E senza dubbio l’Imu gioca un ruolo importante su questa scelta: mantenere una casa a fronte della nuova tassazione è un “lusso” che non tutti i pensionati possono permettersi.

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Se la pensione non basta vendo la nuda proprietà

24 Maggio 2012
 Ravennaedintorni.it 13-5-2012

Un investimento sicuro e conveniente per chi compra, un modo per racimolare una bella cifra senza perdere diritti per chi vende. È questo, in sintesi, il patto che lega le due parti che firmano la compravendita di un immobile per la cosiddetta nuda proprietà. In pratica funziona così: il proprietario di una casa (su cui può anche eventualmente gravare un mutuo) può decidere di venderne la proprietà ma di tenere per sé l’usufrutto, fino alla propria morte.
«In genere – ci spiega Franco Berardi, dell’agenzia Idea Casa – si tratta di persone anziane e senza eredi, con qualche difficoltà economica, che preferiscono poter disporre subito di una cifra considerevole, ma sapendo di poter comunque restare in casa propria fino alla morte». A stabilire i prezzi ci sono tabelle che calcolano una percentuale del valore della casa in base all’età di chi vende. Tanto per fare un esempio, una persona di sessant’anni può sperare di vendere la casa al 40 percento del prezzo di mercato, un ottantenne all’80 percento.
Certo, detta così, fa anche un po’ impressione e potrebbe addirittura apparire un po’ macabro. «È vero – ammette Berardi – ma è chiaro che chi compra deve farlo come investimento sul lungo termine, come quando si fa un’assicurazione e si sa che prima di trent’anni non si potrà riscuoterla. Ma si tratta di un investimento davvero conveniente se si pensa, appunto, che oggi con 65 o 70 mila euro si può comprare un appartamento del valore di 160mila. Sto proprio trattando il caso di un trentenne che sta acquistando la casa di una sessantenne. Secondo me sono i casi più vantaggiosi perché, appunto, si compra a prezzo particolarmente basso, ma certo non bisogna avere fretta».
E, in ogni caso, una nuda proprietà è sempre possibile rivenderla. Secondo Berardi questo tipo di transazioni, in un mercato immobiliare notoriamente in difficoltà, stanno andando meglio che in passato. «Gli acquirenti ci sono sempre stati, ma oggi c’è sicuramente una maggiore offerta. Per effetto della crisi. Ci sono sempre più persone, soprattutto se sole, che con la pensione non riescono a vivere e così decidono di incassare quanto possono per assicurarsi un’anzianità dignitosa».

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